Il nostro pensare, considerato assolutamente e nel suo scopo finale, è sempre soltanto un tentativo di divenire comprensibili a noi stessi, il nostro agire un tentativo della nostra volontà di divenire interiormente liberi e indipendenti, e in generale tutto il nostro affaccendarci esteriore nient’altro che una tensione a non rimanere interiormente oziosi.
W. von Humboldt
 
Bildung è una ricerca teatrale su come si trasmette il sapere e su come imparando diventiamo noi stessi. «Diventare se stessi» non è solamente un processo intimo e individuale, ma è anche l’atto collettivo di autoformazione dell’umanità. «Diventare se stessi» è la necessità dell’essere umano di trasformarsi, migliorarsi e tramandare la propria eredità. Una tensione verso la conoscenza che è insieme tensione verso un’impossibilità: diventare immortali.
I due performer in scena, nella loro solitudine condivisa, attraversano le pratiche impiegate dall’uomo nel corso dei secoli per trasmettere ai posteri le proprie conoscenze e ritagliarsi un frammento di immortalità. L’oralità, l’immagine, la scrittura: forme generali di trasmissione del sapere intessute di tecniche mnemoniche, pedagogiche e creative, che non smettono mai di evolversi, fondersi, scomparire e ritornare.
La testa del bue dipinto sulla parete della caverna si trasforma nella α che a sua volta diventa la A di un tutorial online di calligrafia, il canto dell’aedo si incide per la prima volta nel 1860 su un nastro di carta rivestito in nerofumo per poi diffondersi attraverso le cuffie da un podcast di Spotify. La scrittura sfuma davanti all’immagine che si fa challenge su Tik Tok, all’oralità catturata da uno smartphone.
La memoria, che è sempre meno dentro di noi, si immagazzina nei dispositivi.
 

 

Regia / Alessia Cacco

Dramaturg, performer / Jacopo Giacomoni

Performer / Elena Ajani

Collaboratori artistici / David Angeli, Davide Pachera

Assistenza alla regia, web designer / Eleonora Bonino

Organizzazione / Marco Tonino

 

Con il sostegno di / Teatro Civico di Schio, Teatro Comunale di Vicenza e Arteven all’interno del progetto “A casa nostra”; Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento; Ferrara Off APS

In collaborazione con / Evoè!Teatro

Si ringraziano / Teatro dei Servi Disobbedienti e lo Spazio DAS di Bologna